Carissimi amici e cari lettori, mentre continuano le ricerchè inerenti il Graal ed il Sangue Reale, ho deciso di proporvi un mistero italiano tutto noir e con un tasso di mistero molto, ma molto alto. quest’oggi ci occuperemo di Roberto Calvi soprannominato anche “Il Banchiere di Dio”.
L’Italia si sa è dalla notte dei tempi è una terra di misteri.
Una terra in cui poteri naturali e sovrannaturali si sono sempre incontrati e scontrati. Una penisola dove lo Stato, la Monarchia e la dittatura hanno sempre dovuto fare i conti con poteri sommersi come le varie crimanalità organizzate e la Chiesa. Queste due spesso si sono incrociate, scontrate, si sono scambiate interessi e favori a questo punto è giusto affermare che sette, lobby di potere Chiesa e criminalità organizzate sono pù antiche dell stato stesso e che non costituiscono uno Stato all’interno dello Stato, ma sono le genitrici del nostro Sistema.
Bando alla retorica anche oggi ci occupremo di un mistero, che appunto si radica negli ambienti più profondi della politica e della società italiana. Il caso Calvi è senza ombra di dubbio uno dei misteri più affascinati degli ultimi 60 anni, a me l’onore e l’onere di prendervi per mano ed accompagnarvi in questo oscuro mistero.
Roberto Calvi ( Milano 13/4/1920- Londra 17/6/1982) è stato uno dei più importanti finanzieri e banchieri italiani. La sua carriera inizia nel 1947, anno in cui da devoto cattolico il giovane Roberto prende servizio nel Banco Ambrosiano, una bacna privata strettamente legata all’Istituto delle Opere Religiose (IOR) (considera caro lettore che di questo istituto non è dato sapere niente in riguardo la gestione delle sue finanze).
Sta di fatto che il giovane Calvi riuscì nel giro di una trentina d’ anni, grazie alla sua fede che lo spingeva a fare tutto nel nome di Dio (anche ad occultare i soldi della Mafia) ed al suo silenzio, a diventare prima direttore 1971 e poi soli 4 anni dopo a diventare presidente 1975. Fondamentali per Calvi furono le amicizie ed i rapporti intessuti con la loggia massonica P2 della quale lo stesso Calvi fu adepto.
Da qui iniziò l’opera speculativa di roberto Calvi, capace di creare il famoso gioco delle scatole cinesi. Iniziò grazie all’appoggio dello IOR con l’acquistare la Banca del Gottardo una banca svizzera; fondò una finanziaria in Lussemburgo, la Banco ambrosiano Holding; con l’arcivescovo Paul Marcinkus fondò la Cisalpine Overseas nelle Bahamas; insieme al tecnico informatico Gerard Suisson ( che morì a 40 anni in un club Mediterranee in Corsica in circostanze misteriose), Calvi ideò un sistema di compensazione dei conti fra istituzioni bancarie. Gli obblighi bancari di riserva frazionaria venivano applicati solo al saldo dei crediti tra due banche, a quelle delle due che ha il saldo positivo (saldo creditore).
Di seguito Calvi divenne una vera e propria tigre della finanza internazionale, costituì una società fantasma con cui aumentava il reddito del Banco Ambrosiano, arrivò addirittura a finanziare le dittature filomarxiste in Sudamerica, poco la volta da fedele alleato si stava trasfromando nel nemico numero uno del Vaticano. Nel 1968 conobbe Michele Sindona ( lo conoscete?? Si proprio lui) con cui divenne amico e collega in affari, quest’ultimo gli presentò Licio Gelli ( Gran Maestro della P2), grazie al quale Calvi entrò nella Loggia.
Ma a soli due anni dalla presidenza del Banco Ambrosiano iniziano ad arrivare i primi grattacapi per Calvi. La prima crisi risale al 1977, quando una mattina del 13 novembre le finestre dell’ istituto diretto da Calvi si trovarono tappezzate interamente da manifesti che denunciavano le irregolarità del gruppo bancario. Artefice di questo scherzo fu lo stesso Sindona che si sentì tradito dal compagno di merende per non aver ricevuto i soldi per tappare i buchi creati dalle sue banche.
Un manifesto del genere con la firma dello stesso Sindona si rivelarono una cassa di risonanza molto ampia e da lì a poco nel gennaio del 1978 gli ispettori della Banca d’Italia iniziarono a curiosare negli archivi del Banco Ambrosiano.
Le irregolarità riscontrate dagli ispettori vennero subito segnalate al giudice Emilio Alessandrini il quale, però, venne poco dopo ucciso in un attentato organizzato da esponenti di estrema sinistra legati al gruppo Prima Linea ( quest’ultimo legato alla Banda della Magliana), era il gennaio del 1979.
Continua e finisce nel prossimo articolo
Goch Là

Interessante, mi pare ci fosse anche un puntata di Blu Notte dedicata al crack dell’Ambrosiano, a Calvi e Sindona. Però è troppo scopiazzato da wikipedia quest’articolo!
La cronologia la devo prendere per forza da wikipidia, non sono un’enciclopedia vivente
angel falla una ricerchina (un pò qui un pò lì) come si faceva da piccoli.
Lopè mi serviva solo per la cronologia ho le mie fonti.-………………….
Sicuramente interessante come questione ma dovrebbe essere trattata un pò meglio…c’è anche un film che ritrae questa scenario ed è “i banchieri di dio”.
Si si….infatti verr inserito il riferimento nella seconda parte…………ed è porpio dal titolo del film che ho preso spunto per il mio pezzo………….grazie pennutissimo
hai scritto: ” arrivò addirittura a finanziare le dittature filomarxiste in Sudamerica”; siamo negli anni ‘70: quali sarebbero queste dittature filomarxiste in sud america? mah
” arrivò addirittura a finanziare le dittature filomarxiste in Sudamerica”
scusami ma è il contrario!
le dittature non erano FILO marxiste, ma semmai anticomuniste, come anticomunisti erano i gruppi che finanziava Calvi…
Se il BA era in quota I.O.R. che interesse avrebbe avuto a finanziare dittature filomarxiste???
m
Per approfondire:
http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/calvi.html
Possiamo fare un quadro di chi guidava e di chi era accodato alla cordata di Roberto Calvi da un punto di vista politico?
Risposta. Chi guidava era essenzialmente il Vaticano. La dimensione politica dell’intervento vaticano è stata sempre ridimensionata, ridotta a una semplice questione di esportazione di capitali, di uomini di malaffare. Non è affatto così. Se noi analizziamo il ruolo che il Banco ambrosiano ha avuto sul piano internazionale, con una serie di proprie banche aperte in tutti i paesi del Sudamerica, vediamo che il Banco ha finanziato tutti i regimi di destra e autoritari.
Quindi c’è un intervento politico del Vaticano in Sudamerica e questo in accordo col Presidente degli Stati uniti, per impedire che ribellioni popolari abbattessero i regimi di destra. Il Banco ambrosiano ha finanziato l’acquisto di armi, molto spesso di industrie italiane, per l’Argentina, per il Nicaragua e per tutti i Paesi governati da regimi di destra. In Cile è stata costituita addirittura una finanziaria insieme a Pinochet. In Nicaragua, quando Somoza entrò in crisi, il Banco di Managua, che faceva capo al Banco ambrosiano, dirottò centinaia di milioni di dollari per sostenere il dittatore.
Domanda. Questi sono aspetti che le inchieste giudiziarie hanno toccato pochino.
Risposta. Ma sono gli aspetti che stanno dietro al buco che si è realizzato. Ottocento milioni di dollari, su un complessivo buco di milleduecento, sono stati appunto dirottati all’estero sulle finanziarie sudamericane del Banco ambrosiano. Quindi il finanziamento di questi regimi è il retroterra del buco di milleduecento milioni di dollari, non è affatto una fase separata. Se poi questo rientri nelle possibilità d’intervento della magistratura non so dire, ma il retroterra è questo.