Gentili amici eccomi di nuovo qui in questi afosissimi giorni di prima estate a scrivervi, vi avevo detto che avevo in serbo qualcosa di speciale, forse di grande, o quantomeno sismico, ma in questi giorni ahimè qualcuno mi ha anticipato, anche se ha tralasciato qualche piccolo dettaglio sulla faccenda.
Si sa il Nostro Amato Belpaese è da tempo terra di misteri non solo paranormali, ma anche molto più reali che partono dal basso delle strade meno frequentate sino ad arrivare ai sontuosi palazzi di ministeri e “chiese”.
Si sa esistono persone, che compiono azioni delinquelziali o eroiche, e queste persone tramite il passaparola ed il tam tam generale tendono quasi a mistiifcarsi a diventare dei semidei.
E’ il caso questo della Banda della Magliana, un’organizzazione criminale che tra gli anni ‘70 e ‘80 ha tenuto sotto scacco la città di Roma fino a far tremare le aule più silenziose dei nostri palazzi di potere.
Sulla Banda della Magliana mie cari lettori sapete tutto, come agivano, la vita che conducevano, i soldi che erano capaci di alzare, ma v siete mai posti la domanda “Chi c’era dietro la banda della Magliana?”.
Come mai il loro arsenale stranamente poteva essere nascosto sotto le sale del Ministero della Sanità?
Come mai le loro attività venivano spiate monitorate e tenute sempre sotto osservazione?
O meglio cosa c’è di reale nei loro furti, perchè i bottini venivano quasi sempre trovati con facilità i riscatti dei loro rapimenti pagati senza alcun sequestro dei beni e soprattuto, nonstante la ferocità della banda perchè il sangue versato è stato così poco?. Chiedetelo pure al Sign Parisi, all’epoca dei fatti Vicepresidente del SISDE.
Varie tesi si sono accavallate negli anni, ma stranamente la pista che ho deciso di battere è quella non più fanbtasiosa, ma quella che più verosimilmente si avvicna alla realtà.
La Banda della Magliana era semplicemnte il braccio armato e criminale di uno Stato che da sempre aveva allacciato rapporti con la malavita con lo scopo di servirsene per far paura al popolino e per risolvere gli affari che anche i suoi supeprotetti Servizi non potevano risolvere.
Erano gli anni che seguirono all’omicidio Moro, alla Strage di Piazza Fontana, alla morte del compagno Pinelli, alla brutsle esecuzione del conterraneo Pecorelli e chi più ne ha più ne metta.
Insomma i nostri cari Servizi avevano le mani fin troppo sporche per potersi permettere di far fronte ad altre emergenze, ovvero quella popolare nata dai moti del ‘68 il sogno dell’Eurocomunismo di Moro ( a dovere eliminato) e Berlinguer, dalla voglia di giustizia che il popolo in quel periodo richedeva e anelava, ed appunto da questo dalla necessità del bene placido che lo Stato stesso arma Renatino e compagni, loro sicari, loro soci, loro capri espiatori.
Un triangolo perfetto e micidiale, quello costituito da Stato, Chiesa e Malavita, che per funzionare non doveva aver bisogno di nomi di grande spicco tipo il Papa o lo Stesso Andreotti, ma aveva bisogno di gente che operasse allo scuro che sapesse muovere perosne come scacchi, senza sentimenti con il miraggio del bene comune come fine ultimo da perseguire ad ogni costo.
In quest’ottica opera il nostro caro prete l’arcivescovo Marcinkus, perchè ciò che la stampa scrive è sempre a metà. Il caro Marci permettemi di chiamarlo così nella sua strana e fulminea carriera politica ed economica ha sempre vissuto ruoli marginali e mai di primo piano. Di lui si sa che venne ordinato prete nella diocesi di Chicago, da qui si spostò a Roma per studiare teologia e da lì che tra decine di miglaiai di preti, cardinali e vescovi ha inizio la strabiliante carriera di Marci. Prima fu segretario personale de Vescovo Giovanni Battista Montini, più noto con il nome di Papa Paolo VI, poi da l 1971 al 1989 (guardate come le date si incastrano bene con i casi Magliana, Calvi, Sindona, Orlandi) divenne addirittura presidente delle IOR (istitituto per le “opere” religiose) la potensissima banca vaticana. Il giorno delle sue dimissioni alcuni prelati affermarono che Marcinkus fosse troppo stupido per amministrare una banca, non avevano capito assolutissimanete niente.
L’arcivescovo grazie alle amicizie d’affari intrattenute con Calvi, Sindona e De pedis, con i quali amava andare in giro vestito in borghese, fu capace prima di finanziare la rivoluzione pacifica in Polonia, non è solo il paese di Kubica,ma anche quello del compianto Giovanni Paolo II, e poi riuscì a favorire il crack del Banco Ambrosiano, cosa di cui già ci siamo occupati. Tutto ciò che è venuto fuori negli ultimi giorni è furtto di vecchissime indagini di cui l’arcivescovo è stato portagonista, ma nessuno ha proferito parola in merito.
Voglio precisarvi che il caro Marcinkus nel 1989 si ritirò a vita privata nella calma e traquilla cittadina di SunCity nell’Arizona dove non ricorpì neanche la carica di prelato, ma quella di quarto prete nella chiesa di Santa maria. Quarto prete?? Sapete cosa significa nell’ordine ecclesiastico? diciamo l’ultimo dei panchinari di una rosa di terza categoria, ovvero io se dovessi decidere di gicoare a calcio.
Comunque le indagini sulla socmparsa della povera Manuela Orlandi andarono avanti, confermando la non estraneità dei fatti dell’arcivescovo Marcinkus nel caso. E’ stata attributia a lui la famosa voce detta dell’Amerikano, colui che chiamava a casa degli Orlandi e chiedeva in cambio della liberazione la liberazione del lupo grigio Atgà, e notizia di ieri è che la povera Orlandi fu conseganta nelle mani di Marcinkus porpio dall’amante di De Pedis (non so se credere ad un ex tossicodipendente con gravi problemi di mentali e contradditoria). Il nodo della questione, comunuqe, fu che Maricnkus nei suoi anni di anonimato a SunCity venne raggiunto prima d un mandato di comaprizione, poi da un avviso di garanzia ed infine da una richiesta di estradizione ( e poi la nostra giustizioa non funziona). Cosa fece il nostro caro prete di campagna? Grazie ai Patti Lateranensi si avvalse del passaporto Vaticano per nn far mai rientro in italia ed essere interrogato sui casi Calvi, Sindona e Orlandi.
L’arcivescovo Marcinkus si è spento nel 2006 in Arizona e credo che ormai neanche con una seduta spiritica lo si possa far parlare. In un’intervista sull’Observer affermò:” Non si governa la Chiesa con le Ave Maria”, aveva perfettamente ragione.
Sempre in merito a questa notizia , una notte passeggiando per Roma mi imbattei in un tossicpdinedente di vecchia data, il quale nei suo vaneggiamenti era solito dire “Renatino nun è morto stava a Madrid quer giorno”. Dopo 16 anni dalla sua morte si è scoperto (era il 2006) che uno dei più feroci criminali d’Italia era sepolto nella Basilica di San Apollinare nella città del Vaticano, stranmente la sua tomba non è mai stata aperta ed il vaticano stesso non ha autorizzato la riesumazione del cadavere.
Tra misteri, rapimenti, morti eccellenti il tema sta sempre qua, ma Renatino dove sta?
A voi la risposta spero di non avervi annoiato.



Dove staaaa??? Renatino dove staaa?????
Magari a bere un Camparino con la soda…
Il solito clero, Arruffone, Bigotto e Plagiatore di menti che però vieta la comunione ai divorziati…
Angel tu sai la stima che provo per te a livello culturale ed è quindi naturale che le critiche da me rivolte a te non possono essere altro che tentativi di migliorare il tuo sapere. Solo alcune cose:
1) Dal tuo racconto può sembrare che la Banda della Magliana sia stata quasi “creata” dallo Stato per risolvere e distogliere lo sguardo da questioni più scottanti. Non credo sia così. I rapporti con lo Stato si sono avuti solo in un momento in cui l’affermazione criminale degli uomini di Bernabucci, Abbatino e De Pedis era già assodata.
2) Mi chiedo: ma se nemmeno Moro, il presidente del maggior partito di allora (e della storia repubbloicana italiana) possa avere avuto un ruolo, se lo Stato era totalmente assente, se non c’era bisogno del Papa o di Andreotti (che spesso erano la stessa entità), chi è l’architetto? E cosa ci ha guadagnato?
3) La basilica di Sant’Apollinare è proprietà del Vaticano, ma non è nella Città del Vaticano. Il Pontefice De Pedis ancora non era arrivato a farlo…
Un bacio e sai che apprezzo i tuoi lavori.
Big Head
Hem hem……….devo correggerti su 2 cose……..
!) non ho dettoche laBanda della Magliana sia stata creata ad hoc dallo Stato, ma ho spesso ribasdto che lo Stato si è servito della delinqeunza e della cirminalità.
2) il guadagno era nel far rmanere le cose così com’erano per molto e molto altro tempo ancora……….larchitetto alle volte potrebbe anche essere l’abitudine, l prassi un mutus faqui da non toccare e da non sovvertire.
Domanda se da un momento all’altro potresti scoprire una cosa che cambierebbe totalmente il modo di vivere e di pensare di milioni di persone cosa faresti?
Non hai detto che è stata creta ad hoc, ma io, infatti, il termine “creata” l’ho messo tra virgolette. E voglio intendere che se tu chiami un’associazione “semplicemente il braccio armato e criminale dello Stato” si capisce che sia una branca riconosciuta dal Palazzo.
Al punto 2 replico e ripeto: Ma anche nel voler far rimanere le cose così come stavano ci doveva essere qualcuno (esclusi i vertici politici e religiosi che tu non consideri) che avesse progettato la volontà di farlo? Anche l’immobilismo sociale e societario ha un mandante…lasci intendere che c’è, ma non dici quale…
I Misteri italiani sono così per quanto si possa immaginare di essere vicini alla soluzione…………..al vertice della piramide non si capisce mai se si ritrona al punto di partenza o alla fine……questa è la cosa più incredibile
Vabbuò te la sei cavata co sto giro di parole…